io non lo sopporto più, sono ormai arrivata oltre la saturazione, comincia a depositarsi questo dolore che pesa, corrode, brucia, morde, non mi abbandona mai, mai , mai, mi ha prosciugata della forza di cui son sempre andata fiera, mi ha tolto l'energia per affrontare quanto ancora rimane da supportare, io oggi, solo qualche minuto prima di ora ho capito che non ce la faccio più a lasciarti su quel letto, in mezzo ad estranei, con gli occhi umidi e lo sguardo rasseganto, con le rughe spuntate da poco sul tuo volto così bello per il troppo male che patisci, senza provare una rabbia così grande e terribile che mi spavento da sola, la mia calma serafica, la mia appena percettibile ma costantemente presente allegria son andate definitivamente a farsi fottere e quello che penso e quello che dico non coincidono più. " Siediti un po' vicino a me" " No, potrei sbilanciare il letto, non è il caso" e invece penso che se mi dovessi avvicinare anche solo di un altro passo mi metterei a piangere lasciandomi accarezzare da te, come mai ho fatto in vita mia, " Non puoi prenderti qualche giorno dal lavoro, come facevi una volta e rimanere in casa per sistemarla un po' in vista del natale?" " Oh, insomma ecco il mio lavoro è sempre in secondo piano, mica vado a lavorare per sfizio o cosa, perchè chiedi a me solo di sacrificare sempre e comunque il mio tempo per la tua casa " quella casa senza di te, o con te dentro in questo stato è una pena infinita per me, rimango fuori il più possibile, io non ho più forza per nessuno, nemmeno per me " Io sto male e tu sai darmi solo pensieri, mai che possa far affidamento su di te, tanto vale che tu te ne vada di nuovo e in fretta da .. " " Non ti preoccupare, ho già trovato casa di nuovo, me ne vado appena possibile " ma come faccio ad andarmene me lo dici ? tutte le notti prendo il sonno dopo di te, aspettando che il tuo respiro si faccia regolare, attendendo che i medicinali facciano effetto, vedendo i tuoi lineamenti rilassarsi per un paio d'ore, quelle due ore che mi concedo anche io di riposo per poi svegliarmi appena sento che ti rigiri nel letto in cerca di tregua, ma non ti chiedo nulla, cerco di capire da sola il grado di dolore, non dormirò al pensiero di te in ospedale di nuovo, potessi ... sapessi come fare per strapparti via tutto il male e cacciarmelo dentro, sono egoista a parlare così, soffrirei sicuramente di meno che guardarti consumare come faccio ora e non ti dico nulla di tutto questo, ti tratto male, rispondo con sufficienza, evito di trascorrere il mio tempo con te, sono il tuo fallimento lo so e non faccio nulla per rimediare,anzi, ti urlo contro il mio -son fatta così-, invece .... invece se solo fossi capace di dimostrare almeno un centesimo dell'amore che provo per te così chiuso e compresso e imbucato così profondamente, tappato sigillato, nascosto, ti cullerei tenendoti stratta mamma fino alla morte, la mia.