... e per ora va bene così ...
suona la sveglia
quanto ho dormito?
troppo poco, ecco l'unico fatto certo
tecnica numero uno ( invernale ) : scaravento le coperte lontano, freddo ma non sufficiente a farmi alzare, allungo la zampa e spalanco la finestra, mi dò sonoramente dell'imbecille e mi alzo
tecnica numero due ( per tutte le stagioni ) : rotolo dal letto e mi ritrovo per terra, freddo, anche troppo se siamo in inverno, scomodissimo comunque anche in estate, inveisco contro apollo, mi alzo
quello che accade di solito : spalanco gli occhi con la netta sensazione del " è tardi, cazzo ". guardo la sveglia >> ore TARDI. E' quindi ufficiale, è tardi. Le domande, dopo. Essere umano non meglio ( da me ) identificao " buongiorno " , io " SGRUNT " " ma non è tardi?" " SGRUNT" e occhiata inceneritrice mentre mi precipito in bagno e mi catapulto dentro la doccia. Ci fosse la possibilità di scegliere se lavarmi con l'acqua o con gli ultrasuoni in sta casa, no, no, invece no, devo per forza bagnarmi insaponarmi e sciacquarmi e poi asciugarmi . Uh. Ecco. Appunto. Freddo di galera e io non ho preso l'accappatoio. Eh sì perchè, mentre tutti gli altri Esseri hanno il necessaire dentro il bagno io che occupo più o meno abusivamente spazio in questa casa ho tutto in anti-bagno, cioè fuori. L'autobus lo so passa trenta minuti fa e io son dentro la doccia terrorizzata dal fatto di dover aprire le antine , la porta del bagno e recuperare l'accappatoio a circa sette-otto gradi. Esco in fretta e le gocce si consolidano in tante, piccole, taglienti, pungenti, scagliette di ghiaccio quasi instantaneamente. E non venite a dirmi che l'acqua ghiaccia a zero gradi, lo so grazie. Comunque riesco ad infilare l'accappatoio e cerco di dirigermi in camera, ( ogni tanto sbaglio strada, la casa è piccola piccola ma io ho il senso dell'orientamento di uno stambecco labirintitico ), alla fine sono davanti all'armadio. Affondo le zampine anteriori nel caos vestitifero ed estraggo due cose a caso, rispettivamente una che copra più o meno le zampe posteriori, l'altra il busto, sperando nella decenza dell'abbinamento. Da qui in poi succedono cose ogni giorno diverse, a seconda del caso e della necessità che spingono gli altri Esseri ad interagire con me.. Esco dalla camera Voce " Caffè? E' pronto" " SRUNT". Bevo il caffè, strofino gli occhi direttamente sull'ombretto, infilo le scarpe, le allaccio, rompo i lacci, guardo, incapace di razionalizzare l'evento, nel vuoto sperando che accada qualcosa, qualsiasi cosa, anche una semplice e ordinaria invasione di locuste, una scusa per non muovermi di casa.... " Hai rotto i lacci sai?" Alzo gli occhi, il mio sguardo urla SGRUNT e dico " Davvero?" . ( continua )
