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giovedì, 29 marzo 2007

- sentite voi, ma che avete intenzione di fare ?
     i cazzi nostri
- eh no carini son fatti pure miei, ditemi le vostre intenzioni
     no, abbiamo un piano e lo stiamo attuando, tutto procede bene, come previsto
- bene ? ma lo sapete quanto mi state complicando la vita voi ? e sto piano, cos'è un tentativo disondare la mia pazienza? egocentrica, beh sì forse sì, ma si tratta di me dopotutto, no ?
     senti, ma stai benissimo anche così ..
- no! io non ci sto più
     e cosa vorresti fare, sbatterci fuori ?
- eh, e io son completamente deficiente, vorrei che voi foste con me, non è chiara la cosa ?
    non dipende nè da noi nè da te
- dipende da voi
    in realtà di pende da te ..
- ecco anche voi con la storia della psicoanalisi ?
    no no per carità .. però ..
- però niente, è un tasto che non voglio più suonare, è una nota che non voglio più sentire
    ecco vedi ?
- vedo ? purtroppo sì, vedo.

   

postato da: ilema alle ore 15:44 | link | commenti (3)
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mercoledì, 24 gennaio 2007

la cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

F.B.

postato da: ilema alle ore 13:48 | link | commenti (7)
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mercoledì, 20 dicembre 2006

CANDIDATURE

beh, sapete cos'è , no?

a VOI   

iomè

postato da: ilema alle ore 08:10 | link | commenti (3)
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lunedì, 18 dicembre 2006

io non lo sopporto più, sono ormai arrivata oltre la saturazione, comincia a depositarsi questo dolore che pesa, corrode, brucia, morde, non mi abbandona mai, mai , mai, mi ha prosciugata della forza di cui son sempre andata fiera, mi ha tolto l'energia per affrontare quanto ancora rimane da supportare, io oggi, solo qualche minuto prima di ora ho capito che non ce la faccio più a lasciarti su quel letto, in mezzo ad estranei, con gli occhi umidi e lo sguardo rasseganto, con le rughe spuntate da poco sul tuo volto così bello per il troppo male che patisci, senza provare una rabbia così grande e terribile che mi spavento da sola, la mia calma serafica, la mia appena percettibile ma costantemente presente allegria son andate definitivamente a farsi fottere e quello che penso e quello che dico non coincidono più. " Siediti un po' vicino a me" " No, potrei sbilanciare il letto, non è il caso" e invece penso che se mi dovessi avvicinare anche solo di un altro passo mi metterei a piangere lasciandomi accarezzare da te, come mai ho fatto in vita mia, " Non puoi prenderti qualche giorno dal lavoro, come facevi una volta e rimanere in casa per sistemarla un po' in vista del natale?" " Oh, insomma ecco il mio lavoro è sempre in secondo piano, mica vado a lavorare per sfizio o cosa, perchè chiedi  a me solo di sacrificare sempre e comunque il mio tempo per la tua casa " quella casa senza di te, o con te dentro in questo stato è una pena infinita per me, rimango fuori il più possibile, io non ho più forza per nessuno, nemmeno per me " Io sto male e tu sai darmi solo pensieri, mai che possa far affidamento su di te, tanto vale che tu te ne vada di nuovo e in fretta da .. " " Non ti preoccupare, ho già trovato casa di nuovo, me ne vado appena possibile " ma come faccio ad andarmene me lo dici ? tutte le notti prendo il sonno dopo di te, aspettando che il tuo respiro si faccia regolare, attendendo che i medicinali facciano effetto, vedendo i tuoi lineamenti rilassarsi per un paio d'ore, quelle due ore che mi concedo anche io di riposo per poi svegliarmi appena sento che ti rigiri nel letto in cerca di tregua, ma non ti chiedo nulla, cerco di capire da sola il grado di dolore, non dormirò al pensiero di te in ospedale di nuovo, potessi ... sapessi come fare per strapparti via tutto il male e cacciarmelo dentro, sono egoista a parlare così, soffrirei sicuramente di meno che guardarti consumare come faccio ora e non ti dico nulla di tutto questo, ti tratto male, rispondo con sufficienza, evito di trascorrere il mio tempo con te, sono il tuo fallimento lo so e non faccio nulla per rimediare,anzi, ti urlo contro il mio -son fatta così-, invece .... invece se solo fossi capace di dimostrare almeno un centesimo dell'amore che provo per te così chiuso e compresso e imbucato così profondamente, tappato sigillato, nascosto, ti cullerei tenendoti stratta mamma fino alla morte, la mia.
postato da: ilema alle ore 12:41 | link | commenti (3)
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tecniche

suona la sveglia
quanto ho dormito?
troppo poco, ecco l'unico fatto certo

tecnica numero uno ( invernale )  : scaravento le coperte lontano, freddo ma non sufficiente a farmi alzare, allungo la zampa e spalanco la finestra, mi dò sonoramente dell'imbecille e mi alzo

tecnica numero due ( per tutte le stagioni ) : rotolo dal letto e mi ritrovo per terra, freddo, anche troppo se siamo in inverno, scomodissimo comunque anche in estate, inveisco contro apollo, mi alzo

quello che accade di solito : spalanco gli occhi con la netta sensazione del " è tardi, cazzo ". guardo la sveglia >> ore TARDI. E' quindi ufficiale, è tardi. Le domande, dopo. Essere umano non meglio ( da me ) identificao " buongiorno " , io " SGRUNT " " ma non è tardi?" " SGRUNT" e occhiata inceneritrice mentre mi precipito in bagno e mi catapulto dentro la doccia. Ci fosse la possibilità di scegliere se lavarmi con l'acqua o con gli ultrasuoni in sta casa, no, no, invece no, devo per forza bagnarmi insaponarmi e sciacquarmi e poi asciugarmi . Uh. Ecco. Appunto. Freddo di galera e io non ho preso l'accappatoio. Eh sì perchè, mentre tutti gli altri Esseri hanno il necessaire dentro il bagno io che occupo più o meno abusivamente spazio in questa casa ho tutto in anti-bagno, cioè fuori. L'autobus lo so passa trenta minuti fa e io son dentro la doccia terrorizzata  dal fatto di dover aprire le antine , la porta del bagno e recuperare l'accappatoio a circa sette-otto gradi. Esco in fretta e le gocce si consolidano in tante, piccole, taglienti, pungenti, scagliette di ghiaccio quasi instantaneamente. E non venite a dirmi che l'acqua ghiaccia a zero gradi, lo so grazie. Comunque riesco ad infilare l'accappatoio e cerco di dirigermi in camera,  ( ogni tanto sbaglio strada,  la casa è piccola piccola ma io ho il senso dell'orientamento di uno stambecco labirintitico ),  alla fine sono davanti all'armadio. Affondo le zampine anteriori nel caos vestitifero ed estraggo due cose a caso, rispettivamente una che copra più o meno le zampe posteriori, l'altra il  busto, sperando nella decenza dell'abbinamento. Da qui in poi succedono cose ogni giorno diverse, a seconda del caso e della necessità che spingono gli altri Esseri ad interagire con me.. Esco dalla camera Voce " Caffè? E' pronto" " SRUNT". Bevo il caffè, strofino gli occhi direttamente sull'ombretto, infilo le scarpe, le allaccio, rompo i lacci, guardo, incapace di razionalizzare l'evento, nel vuoto sperando che accada qualcosa, qualsiasi cosa, anche una semplice e ordinaria invasione di locuste, una scusa per non muovermi di casa.... " Hai rotto i lacci sai?"  Alzo gli occhi, il mio sguardo urla SGRUNT e dico " Davvero?" .  ( continua )

postato da: ilema alle ore 10:25 | link | commenti (6)
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hai deciso tutto tu
a me non hai dato nemmeno la possibilità di iniziare
è vero
l'occasione non si attende
la si crea
c'ho provato
ho fallito
ho una cosa per te
anzi due
potrei non dartele
ma io non mi ascolto
pochi giorni e le avrai
buttale
tienile
come vuoi
e non son certo io a dovertelo ricordare
che tu
fai tutto da solo
arrivi
vai
torni
scompari
piccole intermittenti casuali meravigliose
toccate e fughe
le poche note che mi hai donato
son bastate per comporre un motivetto
che sempre nei momenti meno opportuni
comincio a canticchiare
e mi ritrovo a pensarti
e a scrivere al posto di dormire
e magari sognare
la melodia che io penso tu sia
postato da: ilema alle ore 01:52 | link | commenti (1)
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giovedì, 07 dicembre 2006


no
cioè
non fà na piega
postato da: ilema alle ore 00:43 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 06 dicembre 2006

tacchi&biscotti

" hey "
"  stai buono per favore dai che stanno arrivando"
" ma io mi annoio "
" lo so, per questo ti proposi di aspettarmi a casa "
" ma io mi sento solo quando tu non ci sei "
" dai, piccolo, cerco di fare in fretta, torna dentro il taschino e fai il bravo eh ? "
" poi me la racconti una storia ? "
" sì sì certo, ne ho una in mente veramente carina ... ora per fa.. "
" mi sono stancato di stare nel tuo taschino, posso salire e sedere tra le pieghe del tuo cappello ? "
" d'accordo ma cerca di fare in fretta che stanno arrivando, dai piccolo "
" me la daresti una mano ? "
" posso darti un dito ... salta sul pollice e tieniti stretto ... ecco ... ora trovati un posto comodo e ... "
" fà freddo quassù "
" oh, insomma ..."
" ho fame "
" eh no, finchè sei in testa non mangi che mi riempi di briciole "
" ma io ho fame "
" in borsa ci sono i biscotti "
" mi metti in borsa eh ile mi metti in borsa "
" sali sul palmo, dai "
" hai pazienza con me "
" ho scelta ? "
" lo dici sorridendo "
" rallegratene "
" è buio dentro la tua borsa "
" ti accendo il cellulare così hai un po' di luce "
" non riesco ad aprire il sacchetto ile "
" aspetta faccio io "
" buoni "
" non dirmi che hai sete, te la tieni finchè non ho finito, ora, eh "
" non ho sete "
" bene "
" ile "
" dimmi "
" perchè non metti mai i tacchi ? sai, un bel tacco 10 "
" sarei ancora più alta "
" e io ancora più piccolo, dai metti il tacco "
" no "
" dai "
" no "
" dai "
" no "
" ile "
" sì, dimmi "
" quando andiamo a bere la cioccolata ? "
" subito prima o subito dopo natale "
" davvero ? "
" shi "
" stanno arrivando, ora sto zitto, se ti serve una man dimmelo "
" certo piccolo, grazie "
" ile "
" sì "
" tacco 10 "
" fanculo "
" sorridi, però, dicendolo "
" rallegratene "

for you
postato da: ilema alle ore 08:29 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 04 dicembre 2006

traccianumero13

ghù
postato da: ilema alle ore 21:44 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 30 novembre 2006

scritto blu

Tra le varie divinità cittadine, di sicuro una delle più importanti è il Dio del Traffico. Benni  ( Elianto ) descrive Dio come il Grande Manovratore, la visione dell'aldilà come un'Infinita Corsa di Macchine condotta per strade piene zeppe di: tornanti, insidie tipo Gioco dell'Oca e di legge del contrappasso. Il Dio del Traffico dell'aldiqua è un profondo conoscitore delle anime, delle propensioni e delle idiosincrasie umane. A me sta simpatico. Mi permette di leggere. Tutte le mattine, salgo in autobus ( confidando e credendo opportunisticamente e soprattutto momentaneamente nella Dea del Posto Vuoto ), mi siedo, sprofondo nel seggiolino, raccolgo le gambe e apro il libro. Per i primi 30 secondi non leggo, cerco di fare attenzione alla gente che ho intorno, ma insidacabilmente questa stessa parla di 1. partitica ( fosse politica andrebbe bene, ma i partiti no, mai, meno che meno alle sei e un quarto di mattina ) 2. cosa ha fatto ( lunedì - mercoledì ) o cosa farà ( giovedì-sabato ) durante il uicchènd 3. nipotini/figli/mariti/mogli/genitori 4. di quanto è in ritardo l'autobus, di quanto ci mette, di come sia incredibile il tempo che si perde. Cara la gente, Lei perde tempo, io leggo. Essì. Ma prima mi devo mettere la sveglia o mica mi accorgo della fermata giusta, e ci sono un sacco di autisti nuovi che non mi conoscono e quindi non mi avvertono quando io devo scendere.. vabè, comunque niente discorsi interessanti, come posso provare moti di propensione verso la Gente alle sei e un quarto? E poi, se non leggo in autobus non è che ho molto tempo per farlo, quindi grazie Dio del Traffico, grazie. Oggi salgo in autobus con un libro nuovo, cioè non nuovo, faceva parte della riserva di emergenza, tipo il pacchetto di cicche sotto l'asse n.3 della soffitta, o i tre fiorellini dentro la lampada di carta ... per i casi di estremissima emergenza. Ma è risaputo, che quando vengono toccate le scorte, è d'obbligo reintegrarle. Subito, o non lo farai mai più. E ti ritroverai con tre fiori e nessuna sigaretta ( vabbè evviva i purini ) oppure un pacchetto di cicche e nessun fiore ( ben più grave ) oppure senza un libro da leggere nuovo. Va bene ne rileggo uno. Va bene niente va bene. Arrivo a Mestre, scendo, continuo a leggere per strada, arrivo all’AppuntamentoOreNove. Temevo fosse un dramma, infatti il successivo l’avevo fissato per mezzogiorno. Ore noveeventitrè son fuori. Magnifico. Leggo. Un libro bello, lo consiglio. Comincia la sagra dei “potrei”, ma in realtà mi trovo nel baricentro di un trinagolo in cui al vertice A, l’ufficio, al B AppuntamentoOreDodiciFacilmenteAnticipabile, al C, Signora&MiScusi. Potrei scrivere per ore di Signora&Miscusi, forse lo farò, visto che per anni è stato l’ombrello nelle giornate di pioggia, la panchina dove aspettare indeterminatamente Marco, la fonte di saggezza per i grandi dubbi esistenziali, lo stermina stipendio … insomma la mia libreria preferita, con dentro Signora e Miscusi, loro due, i proprietari, si chiamano così. Per me, chiaro. Beh scelgo il vertice C. Sono anni che non vado, ci sarà ancora? C’è. Sto fumando, sbircio dalla vetrina chi c’è dentro. Ci son loro e TantiLibri. Butto la cicca, spalanco la porta. Miscusi si gira, aggiusta gli occhiali e dice ( ho le lacrime agli occhi mentre scrivo, io che non piango quasi mai ) “ Ciao Pika, chiudi che entra il freddo, come al solito arrivi giusta per il the”, Signora si gira mi guarda per qualche secondo e con voce rassegnata “ Hai le scarpe slacciate”. Ora, Pika non mi chiama più nessuno da non so nemmeno quanto tempo. Le scarpe slacciate, una costante nella mia vita. Mi trespolo, prendo la tazza di the e li guardo… ( continua )
postato da: ilema alle ore 02:32 | link | commenti (6)
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