... e per ora va bene così ...
- sentite voi, ma che avete intenzione di fare ?
i cazzi nostri
- eh no carini son fatti pure miei, ditemi le vostre intenzioni
no, abbiamo un piano e lo stiamo attuando, tutto procede bene, come previsto
- bene ? ma lo sapete quanto mi state complicando la vita voi ? e sto piano, cos'è un tentativo disondare la mia pazienza? egocentrica, beh sì forse sì, ma si tratta di me dopotutto, no ?
senti, ma stai benissimo anche così ..
- no! io non ci sto più
e cosa vorresti fare, sbatterci fuori ?
- eh, e io son completamente deficiente, vorrei che voi foste con me, non è chiara la cosa ?
non dipende nè da noi nè da te
- dipende da voi
in realtà di pende da te ..
- ecco anche voi con la storia della psicoanalisi ?
no no per carità .. però ..
- però niente, è un tasto che non voglio più suonare, è una nota che non voglio più sentire
ecco vedi ?
- vedo ? purtroppo sì, vedo.
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te
F.B.
beh, sapete cos'è , no?
a VOI 
iomè
suona la sveglia
quanto ho dormito?
troppo poco, ecco l'unico fatto certo
tecnica numero uno ( invernale ) : scaravento le coperte lontano, freddo ma non sufficiente a farmi alzare, allungo la zampa e spalanco la finestra, mi dò sonoramente dell'imbecille e mi alzo
tecnica numero due ( per tutte le stagioni ) : rotolo dal letto e mi ritrovo per terra, freddo, anche troppo se siamo in inverno, scomodissimo comunque anche in estate, inveisco contro apollo, mi alzo
quello che accade di solito : spalanco gli occhi con la netta sensazione del " è tardi, cazzo ". guardo la sveglia >> ore TARDI. E' quindi ufficiale, è tardi. Le domande, dopo. Essere umano non meglio ( da me ) identificao " buongiorno " , io " SGRUNT " " ma non è tardi?" " SGRUNT" e occhiata inceneritrice mentre mi precipito in bagno e mi catapulto dentro la doccia. Ci fosse la possibilità di scegliere se lavarmi con l'acqua o con gli ultrasuoni in sta casa, no, no, invece no, devo per forza bagnarmi insaponarmi e sciacquarmi e poi asciugarmi . Uh. Ecco. Appunto. Freddo di galera e io non ho preso l'accappatoio. Eh sì perchè, mentre tutti gli altri Esseri hanno il necessaire dentro il bagno io che occupo più o meno abusivamente spazio in questa casa ho tutto in anti-bagno, cioè fuori. L'autobus lo so passa trenta minuti fa e io son dentro la doccia terrorizzata dal fatto di dover aprire le antine , la porta del bagno e recuperare l'accappatoio a circa sette-otto gradi. Esco in fretta e le gocce si consolidano in tante, piccole, taglienti, pungenti, scagliette di ghiaccio quasi instantaneamente. E non venite a dirmi che l'acqua ghiaccia a zero gradi, lo so grazie. Comunque riesco ad infilare l'accappatoio e cerco di dirigermi in camera, ( ogni tanto sbaglio strada, la casa è piccola piccola ma io ho il senso dell'orientamento di uno stambecco labirintitico ), alla fine sono davanti all'armadio. Affondo le zampine anteriori nel caos vestitifero ed estraggo due cose a caso, rispettivamente una che copra più o meno le zampe posteriori, l'altra il busto, sperando nella decenza dell'abbinamento. Da qui in poi succedono cose ogni giorno diverse, a seconda del caso e della necessità che spingono gli altri Esseri ad interagire con me.. Esco dalla camera Voce " Caffè? E' pronto" " SRUNT". Bevo il caffè, strofino gli occhi direttamente sull'ombretto, infilo le scarpe, le allaccio, rompo i lacci, guardo, incapace di razionalizzare l'evento, nel vuoto sperando che accada qualcosa, qualsiasi cosa, anche una semplice e ordinaria invasione di locuste, una scusa per non muovermi di casa.... " Hai rotto i lacci sai?" Alzo gli occhi, il mio sguardo urla SGRUNT e dico " Davvero?" . ( continua )